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250
ricercatori, 400 partecipanti da 13 centri distribuiti in
tutt’Italia, 223 comunicazioni per una tre giorni
completamente dedicata alla ricerca e alla
sanità che cambia. Sono questi i numeri del V
Congresso AFaR – Associazione Fatebenefratelli per la
Ricerca Biomedica e Sanitaria – che quest’anno si svolgerà
a Roma, presso l’ospedale San Pietro sulla Cassia, dal 25
al 27 settembre.
Nel corso dell’incontro verranno presentate novità in
campo di prevenzione e terapia nella malattia di
Alzheimer, soprattutto in merito all’importante ruolo
della terapia estrogenica sulla cognitività, e di
conseguenza sul miglioramento della qualità della vita
delle donne negli anni postmenopausali.
Soggetti dello studio, condotto presso l’IRCCS di Brescia,
sono novanta donne volontarie in menopausa fisiologica o
chirurgica, suddivise in due sottogruppi, uno dei quali
composto da donne sottoposte a terapia estrogenica
postmenopausale.
I risultati ottenuti dall’analisi dei dati confermano
l’ipotesi secondo la quale gli estrogeni
migliorerebbero la prestazione in alcune abilità cognitive
e avrebbero in particolare un effetto sul linguaggio, la
memoria linguistica, l’attenzione e la capacità di
pianificazione, aprendo un’interessante finestra
clinico-scientifica sulla possibile relazione tra gli
estrogeni e il rischio di sviluppare la demenza di
Alzheimer.
Un occhio di riguardo ai temi della ricerca intesa non
solo sulla base dei dati e delle statistiche di
laboratorio, ma finalizzata in modo più completo anche
all’analisi della qualità dei servizi,
dell’attività ospedaliera, del gradimento delle
prestazioni da parte dei pazienti, dell’umanizzazione,
dell’ospitalità.
Aprirà i lavori del congresso l’on. Cesare Cursi,
sottosegretario alla Salute, con la Lettura Magistrale su
"Ricerca, Assistenza e Sistema Sanitario". Notevoli i
contributi internazionali nella giornata dedicata alla
tavola rotonda europea sulla ricerca e la sperimentazione
clinica nell’Ordine San Giovanni di Dio d’Europa.
La rete di ricerca dell’Ordine Fatebenefratelli conta oggi
nel nostro Paese 13 ospedali, distribuiti in 8 Regioni e
associati tra loro in collaborazione con le Università di
Brescia, Chieti, Milano, le quattro Università romane (Tor
Vergata, La Sapienza, Cattolica, Cmpus Biomedico), Udine,
Torino e Verona. Collabora, inoltre, con diversi centri di
ricerca in tutta Europa: Austria, Germania, Francia,
Spagna, Portogallo, Irlanda.
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