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Definire l'Assistenza Domiciliare
A cura di Socialinfo.it

1.
Verso l'Assistenza Domiciliare
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L'Italia, a detta di numerose fonti, è uno dei paesi più
longevi del mondo, addirittura il secondo. Al
primo posto c'è il Giappone, e questo trend, in futuro,
sembra destinato a continuare. Nei prossimi anni,
infatti, consolideremo questo secondo posto, che ci
costringerà ad affrontare con urgenza il problema
dell'assistenza alle generazioni che invecchieranno.
L'atteggiamento da assumere pare presentare due
alternative: continuare a puntare sulle strutture
assistenziali residenziali o, dall'altra parte, far
nascere una nuova cultura socio - assistenziale, quella
dell'assistenza domiciliare.
Le ragioni a favore di quest'ultima non mancano:
-
il mondo anglosassone ha già sperimentato questa
alternativa positivamente, sia dal punto di vista dei costi che
del livello
del servizio offerto: di fronte ad ospedali gravati da troppe degenze, la scelta di assistere
domiciliarmente ha ridotto i prezzi, senza abbassare
la qualità delle prestazioni assistenziali;
-
l'ospedalizzazione, per chiunque, è sempre traumatica:
farsi curare all'interno delle mura domestiche,
specie in età avanzata, rappresenta indubbiamente
un'alternativa preferibile;
-
le strutture tradizionali, di fronte all'aumento delle
patologie legate all'età,
non riusciranno a sopportare l'incremento della
richiesta assistenziale: mancheranno, molto semplicemente, i posti letto necessari.
L'auspicio, dunque, è che ben presto le scelte di fondo
si orientino nella direzione indicata. Nel frattempo,
per capire meglio, è opportuno familiarizzare con alcuni
concetti, per mettere a fuoco con maggior precisione i
termini che più spesso vengono usati. |
Le cifre sulla Terza Età in Italia
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A. Quanti sono?
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B. Come vivono? |
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1,6 milioni di ultraottantenni
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2 anziani su 10, oltre i 65
anni, non sono autosufficienti |
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2 milioni gli anziani disabili
assistiti in famiglia o nelle residenze |
5 su 10, degli over 80, non
sono autosufficienti |
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L'81% della popolazione è sotto
i 65 anni |
1 su 4 over 80 non esce mai di
casa |
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Il 15% della popolazione è over
65 |
19 uomini su 100 degli over 80
sono "confinati" tra le mura domestiche |
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Il 4% della popolazione è over 80 |
27 donne su 100 delle over 80
sono "confinate" tra le mura domestiche |
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Fonte: Il Messaggero
(18/02/03) |
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2. Cos'è
l'Assistenza Domiciliare?
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L'assistenza domiciliare è un tipo di
servizio erogato direttamente a casa dell'utente, che
comprende a seconda dei casi prestazioni mediche,
infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali. Essa è
caratterizzata da vari gradi, che dipendono dalle
specifiche necessità della persona che la richiede.
Descrivendo tali livelli è possibile capire con facilità
che tipo di interventi essa preveda.
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A. Primo
livello
Assistenza destinata a persone parzialmente non
autosufficienti o a rischio di emarginazione, che
richiedono interventi di sostegno psico-sociale e di
cura della persona (fornitura dei pasti, riassetto della
casa, lavaggio della biancheria, igiene personale, aiuto
per pagare le bollette). Viene definita a bassa
intensità, ma è chiaro che per l'utente interessato può
risultare fondamentale. |
B. Secondo livello
Consiste nell'erogazione di interventi di natura
sanitaria. E’ rivolta a persone non autosufficienti o di
recente dismissione ospedaliera, che richiedono prestazioni
infermieristiche, riabilitative, mediche o
specialistiche. E’ un’assistenza a media e alta
intensità, che si ripropone di evitare ricoveri impropri
e mantenere il paziente nel suo ambiente di vita. |
C. Terzo livello
Questo livello riguarda le situazioni più complesse,
nelle quali vengono affrontate le situazioni più
difficili, quelle che richiedono l'ADI
(Assistenza Domiciliare Integrata). Qui il servizio di
assistenza medica è coordinato con quello socio -
assistenziale, trattandosi di conseguenza di una fusione
vera e propria dei primi due livelli.
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Queste categorie sono del tutto indicative. L'importante
è capire che l'intervento può essere socio -
assistenziale (I° livello), sanitario (II° livello), o
integrante entrambi i livelli (III° livello). L'unico
aspetto da sottolineare è che spesso si usa l'ADI,
ovvero il III° livello, per indicare il concetto
in se stesso di assistenza a domicilio. In
realtà, come appena mostrato, quest'ultima si struttura
in un modo più articolato, abbracciando le esigenze più
molteplici, anche quelle che non richiedono assistenza
medica.
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3. Come viene gestita l'Assistenza Domiciliare?
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A. I destinatari |
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L'assistenza domiciliare, a qualsiasi
livello, viene fornita all'utente solo in giorni ed ad ore
stabilite. Gli operatori vengono assegnati ai vari
utenti, e dopo aver fatto il proprio lavoro presso il
domicilio di ognuno di essi se ne vanno. Il supporto
assistenziale non è continuativo, come avviene in
ospedale. Chi ne usufruirà, di conseguenza, dovrà avere
certi requisiti.
-
Se l'utente vive solo dovrà
essere autosufficiente, cioè capace di provvedere
a se stesso (perlomeno per le cose più importanti). Se
mancasse questo requisito verrebbe meno la possibilità
stessa dell'assistenza domiciliare: dato che essa
occupa solo un certo arco di tempo nel periodo della
giornata, non è certo destinata a chi ha bisogno di un
aiuto continuo. In questi casi si dovrà
provvedere a forme di assistenza alternative, molto
più radicali.
-
Se l'utente vive in famiglia
può essere completamente non autosufficiente (anziani
allettati da tempo e con piaghe da decubito).
L'assistenza familiare dovrà essere adeguata, ed il
servizio domiciliare fornirà quelle prestazioni che la
famiglia non può assicurare (in primis, ma a seconda
dei casi, quelle sanitarie richiedenti l'intervento di
uno specialista).
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B. Come richiederla |
Bisogna
premettere che il servizio di assistenza domiciliare è
nato anni fa a livello locale, senza alcun
indirizzo legislativo nazionale o regionale. Attualmente
esistono indicazioni più precise; tuttavia, senza
scendere nel dettaglio, quel che qui ci interessa è
segnalare ai potenziali utenti l'iter da seguire per
richiederla.
- Il potenziale utente (o un suo familiare) richiede
all'ASL locale di usufruire del servizio di
assitenza domiciliare.
- Ogni componente della UVG
(Unità Valutazione Geriatrica) valuta le condizioni
del potenziale utente, individualmente e
collegialmente. L'UVG è il gruppo di specialisti
designato a valutare le richieste di assistenza
domiciliare, che stabilisce (e segue) l'intervento da
adottare.
Con la valutazione collegiale esso stabilisce se il
paziente possa usufruire del servizio e quali tipi di
prestazioni devono essere fornite (I°, II° o III°
livello), decidendo per quante ore, per quanti giorni
alla settimana e per quanto tempo complessivamente
l'intervento debba durare. Stabilisce inoltre
quanto tempo debba passare prima di una valutazione di
controllo generale, per capire in quale misura gli
obiettivi prefissati siano stati raggiunti.
- Alla fine, accettata la domanda del richiedente e
definito il piano di interventi, il servizio di
assistenza domiciliare viene erogato. E' il personale
messo a disposizione della ASL che effettua gli
interventi, ma bisogna ricordare che, con le nuove
leggi regionali in materia di Sanità e Welfare che
verranno approvate (l'unica, finora, è quella
dell'Emilia Romagna), i soggetti erogatori dei servizi
potranno essere anche altri (pubblici e privati,
profit e no-profit).
Il sistema che adotterà la Lombardia, ad esempio,
prevede l'assegnazione al richiedente di voucher
socio-sanitari: si tratta di quote che, per usufruire
dell'assistenza a domicilio, un potenziale utente
potrà usare rivolgendosi ad un qualsiasi ente
accreditato di sua scelta.
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C. L'U.V.G. |
L'U.V.G. (Unità Valutazione Geriatrica) è il gruppo di
specialisti che si occupa della valutazione dei vari
casi di richiesta di assistenza domiciliare.
- Il nucleo fondamentale della U.V.G. è
costituito, in armonia con i suggerimenti dell'O.M.S.
e delle esperienze internazionali in questo settore,
dal geriatra, dall'infermiere e dall'assistente
sociale. A questo nucleo di base si aggiungono
stabilmente od in regime di consulenza, il neurologo,
l'urologo, l'ortopedico, l'oculista e lo
psicogeriatra; inoltre, in rapporto alle necessità, il
terapista occupazionale, il fisioterapista,
l'audiologo, il logopedista, il podologo ed il
dietista
- Il medico di medicina generale resta il
punto di riferimento primario. E' il responsabile ed
il coordinatore del servizio.
- L'U.V.G.adotta strumenti di valutazione
multidimensionale per stabilire il livello di non
autosufficienza al fine di ottimizzare l'intervento
individualizzato.
- L'U.V.G. è un mezzo per realizzare l'integrazione
tra i Servizi Sociali e quelli Sanitari, come gruppo
multidisciplinare facente capo alla Unità operativa di
Geriatria.
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Ulteriori informazioni
www.aging.it
www.unich.it/geriatria
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